GUY KAWASAKI – I 10 ERRORI DEGLI IMPRENDITORI

Secondo la mia esperienza i creativi non hanno senso della praticita’ e degli affari. E’ una dura lezione che prima o poi tutti devono imparare, e se vi considerate creativi e non siete d’accordo con me dovreste riflettere sulla difficolta’ che avete nel farvi pagare per i vostri lavori.

Questo non vuole dire che non vogliano guadagnare, che non abbiano spirito imprenditoriale o che non si mettano di impegno per costruire qualcosa, tutt’altro.
Sono (o se preferite siamo) mossi dalla creativita’, e non dalla voglia di guadagno, in tutto quello che facciamo. E’ la voglia di creare che ci spinge, e pensiamo che tutta l’energia che sentiamo portera’ denaro, ma spesso non e’ cosi’.

Quindi ci lanciamo in avventure a volte fallimentari, mossi esclusivamente dalla creativita’, invece di fare piccoli passi e consolidarci. A un certo punto della vita tutti, se abbiamo dato sfogo al nostro lato creativo, ci siamo trovati in situazioni che sembravano l’occasione per dare una svolta alla vita e si sono trasformate in un incubo che ci e’ sfuggito di mano.

Per questo quando un amico mi dice che vorrebbe aprire una societa’ e prendere in affitto un ufficio cerco sempre di convincerlo prima di tutto a trovare dei clienti, e poi, se le cose dovessero andare bene, fara’ in tempo a sperperare soldi in uffici quanto crede.

Ho trovato su internet un’interessante conferenza di Guy Kawasaki, che mi sembra calzare per questo tema. Ve la ripropongo qui sotto. E’ in inglese e dura un’ora e mezza, quindi ve la riassumo in questo articolo.

Guy Kawasaki e’ un esperto di marketing e ha fatto parte del team Apple originale, lavorando a stretto contatto con Steve Jobs.

La conferenza si intitola I 10 errori piu’ grandi degli imprenditori, ma si adatta perfettamente ai creativi che decidono di diventare imprenditori. Prima di prendere qualsiasi decisione leggete questo articolo.

1 – Moltiplicare grandi numeri per 1%: Guy Kawasaki prende in considerazione il mercato del cibo per cani. Negli Stati Uniti ci sono 75 milioni di cani, che mangiano approssimativamente 150 milioni di lattine di cibo al giorno. Se anche solo 1% di loro mangiasse le mie scatolette a 2 dollari a lattina, nella peggiore delle ipotesi guadagnerei 3 milioni di dollari al giorno, per 365 giorni all’anno, e quanto puo’ essere difficile prendere l’1% del mercato?

Prendere l’1% di un mercato cosi’ grande e’ molto difficile, e quando vai da un investitore proponendogli solo l’1% tende a non considerarti degno di rispetto perche’ sembra poco.

2 – Ingrandirsi troppo presto, prima di avere davvero bisogno di affittare uffici, magazzini, furgoni e assumere gente (operai, marketing, customer service etc.). Quello che di solito succede e’ che gli ordini non arrivano come previsto, la societa’ ha tante spese per cose che non servono e finisce presto i soldi.
Nessuna buona societa’ e’ morta per non essersi espansa abbastanza presto.

3 – Ossessione per partnership: Quando una nuova societa’ parte l’unica cosa che conta sono le vendite. Due societa’ che si uniscono significano due compagnie che cercano di sopperire alle proprie mancanze. In questo caso 2+2=3. Tutti i problemi si risolvono con le vendite. Si usa la partnership quando non si raggiungono le vendite sperate.

4 – Troppo tempo speso per la presentazione: Anche se avere una buona presentazione da fare davanti agli investitori e’ importante, lo e’ ancora di piu’ avere un prototipo che funziona. Un prototipo dimostra che il prodotto si puo’ costruire e consegnare, mentre una presentazione e’ piena di bugie.

5 – Usare troppe slides scritte in carattere troppo piccolo in una presentazione: Il massimo dovrebbe essere 10 slides, per 20 minuti, con carattere 30. Scrivendo troppo sei tentato di leggere invece di parlare a braccio, e la presentazione perde di efficacia. Un carattere grosso ti costringe a condensare lasciando solo i concetti piu’ forti.

6 – Pensare di fare le cose in serie: Prima trovare i soldi, poi costruire la squadra, fare il prodotto, spedirlo e prendere i soldi. Nel mondo imprenditoriale tutte queste cose devono essere fatte insieme: non e’ un sistema seriale, ma parallelo.

7 – Anche se hai il 51% non sei in controllo della societa’: In un consiglio di amministrazione difficilmente le decisioni si prendono votando, o una cosa la vogliono fare tutti o non si fa. Avere il 51% puo’ farci sentire piu’ tranquilli, ma la realta’ e’ che accettando i soldi degli altri si perde potere decisionale, ci sono obblighi morali e finanziari e se non si e’ in grado di rispettarli e’ meglio non prendere soldi da fuori.

8 – Brevettare un prodotto non protegge: Registrare un prodotto e’ utile per esempio nel caso in futuro una societa’ voglia acquisire la nostra. Se una grande societa’ (esempio Microsoft) decide di rubare la nostra idea, come startup non possiamo fare molto, a meno che non abbiamo la capacita’ per sostenere una battaglia legale per diversi anni, ed eventualmente essere anche disposti a perdere. E’ vero che qualche volta si sente di una piccola startup che vince una battaglia legale con una grossa societa’, ma proprio perche’ e’ un evento raro viene coperto dai Media.

9 – Assumere qualcuno troppo uguale: Un ingegnere tende ad assumere qualcuno con le stesse caratteristiche, e cosi’ un venditore. Bisogna assumere qualcuno che completi le nostre caratteristiche e sopperisca alle nostre mancanze per bilanciare la societa’.

10 – Essere amici degli investitori: Gli investitori (o le banche) non sono amici, quello che per noi e’ un’avventura, e’ l’occasione della vita, per loro e’ un business. Loro sono nel business di fare soldi e ti metteranno da parte se necessario. Il modo giusto per andare d’accordo con loro e’ raggiungere gli obbiettivi che ti sei prefissato, quindi fissare obbiettivi raggiungibili (con un margine di sicurezza almeno dell’80%).  Promettere poco e consegnare molto. In alcuni casi fissare obbiettivi raggiungibili non spinge gli investitori a investire nel progetto, e questo, si’, e’ un problema.

11 – Gli investitori non portano per forza un valore aggiunto: Portano soldi, e vogliono guadagnare dal loro investimento. Soprattutto quando si tratta di investitori professionali, Venture Capitals e banche, non hanno interesse a spendere tempo nel nostro progetto e aiutarci. Paradossalmente, se abbiamo successo spenderanno volentieri tempo a consigliarci, se non ne abbiamo ci liquideranno presto.

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