LIBERTA’ DI PANORAMA: E ALLA MIA CHI CI PENSA?

E’ giusto difendere il diritto d’autore di monumenti le cui immagini, sui social networks potrebbero essere usate per fini commerciali?

Leggo su Il Fatto Quotidiano che sara’ presto in discussione in Europa una legge sulla liberta’ di panorama, cioe’ una limitazione della possibilita’ di scattare e riprodurre fotografie di monumenti, opere d’arte e luoghi pubblici, e chi volesse scattare una foto e condividerla su internet presto potrebbe essere soggetto alla richiesta di un’autorizzazione (cioe’, per capirsi, pagare).

Per la verita’ questo tipo di autorizzazione e’ gia’ in vigore per chi gira film in luoghi pubblici, ma questo e’ facilmente spiegabile: per girare una scena occorre fermare il traffico e tenere lontani i passanti, provocando un disagio che e’ giusto pagare.

Qui, pero’, non parliamo di progetti multimilionari e grosse societa’ che ne avranno un altissimo ritorno economico, ma individui, a cui viene limitata la liberta’ di fare una foto, non perche’ creino un fastidio, ma perche’, a quanto pare, e’ questo il modo in cui ragiona la societa’ moderna: prendersela con i deboli.

Mi chiedo se sia giusto che le istituzioni chiedano il pizzo per fotografare delle opere d’arte vecchie di migliaia di anni e patrimonio dell’umanita’.
La faccenda mi sembra preoccupante, perche’ sembrano serie, e non capiscono quanto quest’idea sia assurda.
Eppure, quando Totò faceva pagare le foto alla Fontana di Trevi ne ridevamo.

D’ora in poi sara’ una cosa seria?

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